Fass a PLMA 2026

FASS conferma la propria presenza a PLMA 2026, l’appuntamento internazionale dedicato al mondo delle Private Label, che si terrà ad Amsterdam il 19 e 20 maggio.

Saremo presenti presso Hall 13 – Stand 13.F10, dove presenteremo in anteprima la nostra nuova comunicazione aziendale.

Invitiamo tutti i professionisti del settore a venirci a trovare per conoscere più da vicino la nostra realtà e il nostro approccio produttivo.

Vi aspettiamo ad Amsterdam.

Fass ad Ambiente 2026

Anche quest’anno FASS  sarà presente a Ambiente 2026, la fiera leader a livello internazionale del mondo del casalingo e articoli per la casa, che si terrà a Francoforte dal 6 al 10 Febbraio.
Saremo presenti al Padiglione 9.2 , Stand C89, dove presenteremo in la nostra nuova comunicazione aziendale e un rinnovamento del nostro stand.

Ci vediamo a Francoforte!

Fass a Marca 2026

FASS conferma la propria presenza a Marca 2026, la fiera leader in Italia dedicato al settore delle Private Label, che si terrà a Bologna il 14 e 15 gennaio.
Saremo presenti al Padiglione 30, Stand E3, dove presenteremo in anteprima la nostra nuova comunicazione aziendale.

Invitiamo tutti i clienti e i professionisti del settore a venirci a trovare per scoprire da vicino la nostra realtà.

Vi aspettiamo a Marca 2026!

Cos’è una Private Label e come nasce

Nel settore della distribuzione moderna, il termine Private Label (PL), o marca del distributore, indica un prodotto commercializzato con il marchio di una catena di supermercati, negozi o di un brand proprietario, ma realizzato da un’azienda produttrice specializzata.

Per realtà come Fass, che operano come partner industriali per insegne della GDO e brand internazionali nel settore della pulizia della casa, la Private Label rappresenta una modalità consolidata di collaborazione. In questo modello, il valore risiede nella capacità di tradurre esigenze di mercato in soluzioni produttive affidabili e scalabili.

Negli ultimi anni la Private Label è diventata una componente strategica dell’offerta di molte catene della grande distribuzione e dei retailer specializzati. Non si tratta più soltanto di un’alternativa economica ai brand industriali, ma di uno strumento di posizionamento e fidelizzazione per i marchi.

Un mercato in forte crescita

In Italia la diffusione delle Private Label è cresciuta in modo costante negli ultimi anni.

Secondo analisi di settore, e come ci viene riportato da Valerio de Molli, managing partner & Ceo di The european house – Ambrosetti e Teha group, il valore complessivo dei prodotti a marchio del distributore ha superato i 31 miliardi di euro nel 2025, con una quota di mercato di circa il 30% del largo consumo.

Solo pochi anni fa il mercato era molto più piccolo: nel 2024 le private label valevano circa 26 miliardi di euro, con una quota vicina al 32% nella grande distribuzione.

Se considerassimo tutte queste vendite come appartenenti a un’unica azienda, questa sarebbe tra le più grandi realtà industriali del Paese per fatturato.

Nonostante questa crescita, l’Italia ha ancora margine rispetto ad altri Paesi europei, dove le private label possono superare anche il 40-50% della quota di mercato (Cristina Colli, Panorama, le private label volano a 26 miliardi di euro, +35% in quattro anni, 14 Gennaio 2025).

Questo rende il settore uno dei più dinamici all’interno della grande distribuzione.

Il ruolo del produttore

Dietro ogni prodotto a marchio del distributore c’è un’azienda manifatturiera che mette a disposizione competenze tecniche e capacità produttiva.

Il produttore non si limita alla realizzazione del prodotto: in Fass, questo significa intervenire lungo più fasi del processo, grazie a una gestione interna delle lavorazioni e a una forte integrazione produttiva. Questo approccio consente maggiore controllo su qualità, tempi e coerenza del prodotto finito.

In molti casi il rapporto tra distributore e produttore diventa una collaborazione strategica, in cui le competenze industriali si integrano con la conoscenza del mercato e dei consumatori.

Come nasce una Private Label

Il percorso che porta alla nascita di un prodotto Private Label si sviluppa generalmente attraverso diverse fasi.

  1. Analisi del mercato
    Il retailer o il brand definisce le esigenze del proprio assortimento: fascia di prezzo, caratteristiche del prodotto, target di riferimento e posizionamento rispetto ai competitor.
  2. Sviluppo del prodotto
    Il produttore lavora sulla progettazione o sull’adattamento di un prodotto esistente, individuando materiali, componenti e processi produttivi più adatti a raggiungere gli obiettivi richiesti.
  3. Prototipazione e test
    Vengono realizzati prototipi e campioni per verificare prestazioni, funzionalità e conformità agli standard tecnici e normativi.
  4. Industrializzazione
    Una volta definito il prodotto finale, si passa alla produzione su larga scala, ottimizzando processi, tempi e controllo qualità.
  5. Branding e packaging
    Il prodotto viene infine presentato con il marchio del distributore o del brand proprietario, integrandosi nell’identità visiva e nella strategia commerciale dell’insegna.

Un modello sempre più diffuso

Oggi la Private Label rappresenta un modello consolidato in molti settori, dall’alimentare alla cura della casa, fino al personal care.

Percorsi industriali come quello di Fass evidenziano come la collaborazione tra distributori e produttori possa evolvere nel tempo in un rapporto strutturato, capace di sostenere lo sviluppo di gamme prodotto affidabili e coerenti con le strategie delle insegne.

 

Come cambiano le esigenze dei consumatori contemporanei nel mondo della pulizia

Negli ultimi anni il concetto stesso di pulizia domestica è cambiato. Non si tratta più soltanto di “togliere lo sporco”, ma di farlo in modo consapevole e coerente con valori sempre più condivisi come la sostenibilità e la qualità dei materiali. Questo cambiamento riguarda non solo i detergenti, ma anche gli articoli per la pulizia, come scope, mop e accessori, che restano centrali nella quotidianità delle famiglie.

Oggi il consumatore non acquista più per semplice abitudine.

Un consumatore più consapevole, anche nelle scelte quotidiane

La crescente attenzione verso ciò che entra in casa è confermata da diversi studi. Secondo il Consumer Research Report 2025 di A.I.S.E. (International Association for Soaps, Detergents and Maintenance Products), basato su oltre 4.600 interviste in 23 Paesi europei, i consumatori associano sempre di più i prodotti per la pulizia a concetti come sicurezza, corretto utilizzo e sostenibilità, e dichiarano di voler ricevere informazioni chiare e comprensibili su ciò che acquistano.

Questa esigenza di trasparenza non si limita ai prodotti chimici, come sgrassatori e detergenti. Anche strumenti come una scopa o un mop vengono valutati in base a facilità d’uso, materiali, durata e impatto ambientale.

In Italia, questa tendenza è particolarmente evidente: come riportato da un’indagine sulle abitudini di igiene domestica pubblicata da Germo, il 66% degli italiani dichiara di leggere sempre le informazioni prima dell’acquisto di prodotti per la pulizia, mentre il 74% considera fondamentali istruzioni chiare e comprensibili. Un dato che riflette un atteggiamento più attento e responsabile, che coinvolge l’intera esperienza di pulizia, non solo il prodotto finale.

Nonostante l’evoluzione tecnologica e la diffusione di dispositivi elettrici, scope e mop continuano a essere strumenti indispensabili nelle case e i numeri lo confermano.

Secondo il Household Cleaning Tools Market Report 2025 di Global Growth Insights, il mercato globale di scope e mop ha raggiunto un valore stimato di 27,33 miliardi di dollari, con una crescita prevista del 7,1% annuo. Si tratta di una quota significativa del mercato della pulizia domestica, che dimostra come questi strumenti non siano affatto superati, ma semplicemente chiamati a evolversi.

Ciò che cambia non è la funzione, ma lo standard richiesto. Lo stesso report evidenzia come una parte crescente delle scelte di acquisto sia influenzata da elementi quali ergonomia, materiali e comfort d’uso, aspetti che fino a pochi anni fa erano considerati secondari.

Ergonomia e comfort: meno fatica, più efficienza

La pulizia è un’attività ripetitiva, spesso fisicamente impegnativa. Non sorprende quindi che i consumatori cerchino strumenti che rendano questo gesto più semplice.

Sempre secondo Global Growth Insights, circa il 41% delle decisioni di acquisto nel segmento degli strumenti manuali è influenzato da caratteristiche ergonomiche, come manici più comodi, sistemi di torsione più efficienti o strutture progettate per ridurre lo sforzo. Allo stesso modo, l’utilizzo di materiali come la microfibra nei mop rappresenta ormai circa il 38% del mercato, grazie alla loro capacità di migliorare l’efficacia della pulizia e ridurre il tempo necessario.

Sostenibilità

La sostenibilità è diventata un parametro di valutazione concreto: nel settore degli articoli per la pulizia, questo si traduce in attenzione ai materiali e alla durabilità.

Secondo il Manual Cleaning Products Market Report 2024 di Global Growth Insights, circa il 49% dei consumatori europei dichiara di preferire strumenti realizzati con materiali sostenibili o riciclabili. A livello globale, la percentuale di consumatori che esprime una preferenza per prodotti considerati eco-friendly supera il 70%, come evidenziato dal Worldwide Mops and Brooms Market Report 2024 di PMarketResearch.

Un gesto quotidiano che richiede nuovi standard

Un altro dato interessante arriva dal Dyson Global Wet Cleaning Study 2025, secondo cui il 66% degli italiani utilizza ancora strumenti manuali tradizionali per la pulizia dei pavimenti, dedicando in media oltre due ore a settimana alla cura della casa. Questo conferma quanto scope e mop siano ancora centrali, ma anche quanto sia importante migliorarne efficienza, impatto ambientale, comfort e durata, visto il loro utilizzo frequente.

 

Innovazione nel settore cleaning: come la verticalizzazione produttiva fa la differenza

Nel settore cleaning, l’innovazione non riguarda solo i materiali o il design, ma anche il modo in cui un prodotto viene sviluppato e realizzato. In quest’ottica, la verticalizzazione produttiva rappresenta un vantaggio strategico capace di incidere sulla continuità delle forniture e sulla flessibilità operativa. Fass, in particolar modo, è stata una fra le prime a livello europeo ad efficientarsi in questo senso, convergendo tutta la sua produzione in un unico stabilimento a Larciano.

Che cosa significa “verticalizzazione produttiva”?

In un modello produttivo verticale, un’unica azienda gestisce internamente tutte le principali fasi della filiera: dall’idea al prodotto finito.

Questo approccio garantisce un controllo diretto su approvvigionamento, processi, tempi e standard qualitativi.

Nel settore cleaning, dove componenti come manici, viti, stampi o altri elementi per l’assemblaggio devono integrarsi perfettamente, la verticalizzazione diventa un valore aggiunto.

Perché la verticalizzazione è un fattore di innovazione

1) Coerenza qualitativa e controllo del processo

Gestire internamente molte delle fasi produttive significa poter intervenire in modo immediato su eventuali migliorie, ottimizzazioni o verifiche.

Il risultato è un prodotto coerente e costante nel tempo, che rispetta parametri tecnici definiti e verificabili in ogni suo aspetto.

2) Tempi di risposta più rapidi

Quando progettazione, produzione e assemblaggio lavorano in sinergia, i tempi si accorciano.

Questo approccio permette di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato.

In tal senso, inoltre, un elemento sempre più determinante nella scelta dei partner industriali è la vicinanza geografica.
Affidarsi a un’azienda con produzione in Italia significa scegliere un polo logistico collocato al centro dell’Europa, con tempi di consegna ridotti e un dialogo diretto e immediato.

A differenza dei fornitori extra-UE che richiedono settimane di navigazione, pianificazioni a lungo termine e margini di incertezza più ampi, la produzione italiana permette:

  • tempi di spedizione più rapidi
  • maggiore reattività nelle urgenze o nei picchi di richiesta
  • programmazioni più flessibili
  • riduzione dei costi legati alle movimentazioni e allo stock

Per il settore cleaning, dove la continuità delle forniture è cruciale e i volumi devono adattarsi ai cambiamenti del mercato, avere un partner produttivo in Italia non è solo una comodità: è un vantaggio competitivo concreto.

Verticalizzazione e sostenibilità: due strade che si incontrano

Un processo produttivo interno permette anche di implementare con maggior efficacia politiche di sostenibilità:

  • recupero e rigenerazione degli scarti,
  • riduzione delle movimentazioni,
  • ottimizzazione dei consumi energetici,
  • selezione più attenta delle materie prime.

Sono scelte che, impattano direttamente non solo sul prodotto ma anche sull’impronta ambientale dell’intera filiera.

Per aziende come la nostra, significa poter offrire a partner e brand non solo un prodotto, ma un percorso completo, costruito internamente con cui poter seguire i propri partener con puntualità e flessibilità.

Scuola, territorio e arte: un progetto educativo presso l’Istituto Comprensivo Ferrucci

Prende avvio un nuovo progetto educativo che coinvolge l’Istituto Comprensivo Ferrucci, in particolare le classi prime della scuola secondaria di primo grado, e FASS, in collaborazione con la Galleria Casa Studio CVM VENIO.
Un’iniziativa che nasce dal territorio e per il territorio, alla quale siamo particolarmente felici di contribuire. Il progetto è pensato per le nuove generazioni e offre ai ragazzi uno spazio in cui esprimere la propria creatività e riscoprire le radici del luogo in cui vivono, attraverso un laboratorio didattico svolto presso l’istituto.

Al centro c’è la valorizzazione della storia locale, raccontata attraverso uno dei suoi simboli più rappresentativi: la scopa.

La scopa rappresenta infatti un esempio di come un oggetto nato all’interno della tradizione contadina si sia trasformato nel tempo in un prodotto commerciale, capace di contribuire al benessere della comunità locale e di portare il nome di Larciano prima in tutta Italia e poi nel mondo.

Tradizione, memoria e nuove generazioni

Il laboratorio ha come obiettivo principale quello di creare consapevolezza nei ragazzi sulla tradizione e sulla storia del luogo in cui vivono, stimolandoli a riscoprire anche la storia attraverso l’arte.

Al centro del percorso c’è l’idea di un apprendimento esperienziale, che unisce storia, creatività e osservazione diretta.

Il laboratorio: dalla fabbrica alla narrazione

Il progetto si articola in più fasi.

La prima fase, appena svoltasi, prevede delle lezioni da parte di FASS agli studenti delle classi prime delle medie, per permettere ai ragazzi di osservare da vicino i nostri prodotti e capire cosa si cela dietro il nostro processo produttivo.

La seconda fase sarà dedicata alla parte creativa e narrativa del laboratorio. Dopo aver approfondito la nascita, l’utilizzo e l’evoluzione della scopa, gli studenti si metteranno all’opera, utilizzando materiali forniti da FASS, con l’obiettivo di creare una Mascotte capace di raccontare la storia di questo oggetto simbolo.

Verso Estrobilia 2026

Il percorso culminerà con una mostra che sarà allestita durante la fiera Estrobilia 2026, negli spazi della “saletta blu” della Casa Studio Galleria CVM VENIO, in Piazza Quattro Martiri 43 a Larciano (PT).

La mostra racconterà la storia della scopa attraverso una ricerca d’archivio e la raccolta di memorie familiari: fotografie, racconti scritti e video. All’interno di questa cornice saranno esposti anche gli elaborati realizzati dalle classi, come restituzione del lavoro svolto durante l’anno scolastico.

Un progetto che unisce scuola, impresa e cultura, mettendo al centro le nuove generazioni e offrendo loro strumenti per raccontare, con occhi nuovi, la storia e i simboli di un territorio che continua a evolversi senza perdere la propria identità.

 

Gli investimenti di Fass: intervista a Gianmarco Niccolai, responsabile amministrazione

Guardando al 2025, quali sono stati i risultati più significativi ottenuti per Fass finora, in relazione anche agli investimenti fatti dall’azienda?

Nel 2025 Fass ha proseguito la propria politica di investimenti espansivi e strategici.
Da diversi anni l’azienda persegue un duplice obiettivo: il potenziamento dell’apparato digitale e tecnologico e la diffusione di una solida cultura della sostenibilità.

Ne sono prova i numerosi investimenti in ambito Industria 4.0 e, più recentemente, l’acquisizione di un macchinario Industria 5.0, completato nella prima parte dell’anno con l’acquisto di una nuova pressa ad iniezione full Electric.

Parallelamente, l’azienda sta rafforzando la propria infrastruttura dati, potenziandone capacità e utilizzo attraverso tecnologie digitali avanzate. In questa direzione si colloca l’implementazione di un sistema di analisi energetica per l’ottimizzazione dei consumi industriali. L’iniziativa, che sarà completata entro l’anno, consentirà una mappatura completa dei consumi energetici, offrendo una leva concreta di miglioramento gestionale, produttivo e strategico.

Inoltre, a conferma della capacità di Fass di accogliere e valorizzare l’innovazione tecnologica, è stato sviluppato un configuratore 3D che consente ai clienti, attuali e potenziali, di personalizzare i prodotti più richiesti, manici e mop, combinando materiali, colori e design. Si tratta di uno strumento semplice ma altamente innovativo, che rafforza il vantaggio competitivo derivante dall’integrazione verticale dell’azienda.

In termini di performance economico-finanziaria, invece, riteniamo di poter chiudere il 2025 confermando il volume d’affari e i risultati reddituali conseguiti nel 2024, senza prevedere scostamenti negativi significativi, nonostante il primo semestre sia stato influenzato da un rallentamento della domanda, sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, dovuto all’effetto combinato di inflazione, instabilità geopolitica e, più di recente, all’incertezza legata ai possibili dazi imposti dagli Stati Uniti. Questi fattori hanno inciso sulle dinamiche di consumo e sulle politiche di approvvigionamento dei nostri clienti, che hanno mantenuto livelli di scorta più contenuti rispetto al passato.

Il secondo semestre sta invece mostrando segnali di ripresa concreti, sostenuti dal consolidamento di un importante progetto con uno dei nostri principali clienti e dal rafforzamento dei rapporti commerciali già esistenti. Si stima una variazione congiunturale positiva di circa il 15%, che conferma la solidità e la resilienza del modello gestionale di Fass, e soprattutto permettendo di raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’azienda ha dimostrato la capacità di reagire con tempestività, sia sul piano strategico che su quello operativo e finanziario, mantenendo equilibrio e continuità anche in un contesto complesso. Tale solidità è supportata da un’attenta pianificazione interna e da un rapporto di fiducia consolidato con gli istituti di credito, che garantiscono la disponibilità delle risorse necessarie ad affrontare eventuali fasi di mercato meno favorevoli.

Ci sono stati progetti in cui Fass ha investito negli ultimi anni che supportano la comunità o il territorio?

Fass e la famiglia Niccolai hanno sempre nutrito un forte senso di appartenenza verso il proprio territorio e la collettività. Valori come rispetto, responsabilità e impegno sociale rappresentano un’eredità preziosa trasmessa dai fondatori, Piero e Romana, i nostri nonni, e tuttora alla base della nostra identità aziendale.

L’attenzione alle realtà sportive locali è una delle espressioni più concrete di questo legame: nostro nonno è stato per molti anni presidente della squadra di calcio di Larciano, e oggi continuiamo a sostenerla affinché possa rappresentare con orgoglio la comunità. Allo stesso modo, supportiamo competizioni ciclistiche, associazioni e gruppi sportivi del territorio, convinti che lo sport sia un veicolo essenziale di crescita, coesione e benessere.

Un altro ambito per noi fondamentale è quello educativo. Partecipiamo a progetti di potenziamento dell’offerta formativa degli istituti locali. L’alternanza scuola-lavoro ne è un altro esempio: ospitiamo ogni anno vari studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Pistoia. Il nostro obiettivo è continuare a rafforzare il legame con la comunità locale, sostenendo iniziative che generino valore condiviso e promuovano opportunità di crescita, soprattutto per le nuove generazioni perché senza di loro, non esisterebbero imprese come la nostra.

Siamo inoltre particolarmente fieri di contribuire al sostegno di realtà impegnate nella ricerca scientifica e nel sociale, come la Fondazione Tommasino Bacciotti, e di aver partecipato, anche in misura modesta, alla creazione della sede dell’associazione 365giorni al femminile, che promuove il sostegno e la diffusione di una cultura solidale e libera da ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne.

Ci parli dei programmi o strumenti di welfare presenti in Fass?

Negli ultimi anni il nostro organico è cresciuto in modo costante: dalle circa 80 persone del 2021 siamo oggi oltre quota cento. Una crescita che riflette l’evoluzione dell’azienda e il consolidamento del nostro percorso di sviluppo. Allo stesso tempo, l’ampliarsi della struttura rende più complesso mantenere un’impronta familiare e una conoscenza diretta di ogni dinamica interna. Per questo, il nostro impegno resta quello di garantire un ambiente di lavoro equo e sicuro, fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle persone, assicurando al contempo stabilità economica e concrete opportunità di realizzazione personale.

Il vero valore aggiunto di Fass è sempre stato il capitale umano, un patrimonio intangibile da tutelare e far crescere nel tempo. In questa direzione va anche il potenziamento dell’area risorse umane, resa autonoma da un paio d’anni e oggi pienamente dedicata alla diffusione di una cultura del lavoro sana, alla formazione continua e allo sviluppo professionale dei collaboratori.

Questa scelta ha favorito il rafforzamento di una cultura etica e sociale solida, confermata dal mantenimento della certificazione SA8000, uno degli standard internazionali più riconosciuti in materia di responsabilità sociale d’impresa. Il rinnovo ottenuto nel 2025, a seguito di audit condotti da enti terzi indipendenti, attesta la piena conformità di Fass ai requisiti in tema di sicurezza, salute, parità di trattamento e retribuzione adeguata, oltre al costante impegno verso il miglioramento continuo.

Guardando al 2026, quali obiettivi strategici vi siete dati per sostenere crescita e innovazione?

Per il 2026, l’obiettivo è mantenere i volumi di affari raggiunti nel secondo semestre 2025, consolidando e ottimizzando l’utilizzo delle nuove tecnologie industriali e digitali. L’intento è sfruttare pienamente la capacità produttiva installata, migliorando al contempo l’efficienza e riducendo i costi di produzione.

Operando in un settore altamente competitivo e caratterizzato da margini ridotti, la sopravvivenza e la competitività di Fass dipendono dalla capacità di contenere i costi unitari, attraverso l’impiego di macchinari sempre più efficienti, la riduzione dei consumi energetici e una gestione più razionale delle risorse.

In quest’ottica, stiamo valutando il potenziamento dell’impianto fotovoltaico, con l’obiettivo di completare l’intervento entro il primo semestre 2026. L’investimento, del valore complessivo di circa 1 MW di potenza installata, consentirà di coprire fino al 25% del fabbisogno energetico aziendale tramite autoproduzione.

Parallelamente, proseguirà la trasformazione digitale e tecnologica dell’azienda: tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 si prevede il completamento di investimenti Industria 5.0 per circa 500.000 euro, destinati all’innovazione dei processi e all’efficientamento produttivo ed anche ovviamente energetico.

Un ulteriore asse strategico riguarda le attività di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di finalizzare e brevettare un nuovo modello già in fase di ingegnerizzazione. Questo ci permetterà di mantenere aggiornata la gamma prodotti e di proporre nuove soluzioni ai nostri clienti, in un settore come il nostro che tende purtroppo a essere statico e poco ricettivo verso l’innovazione.

Infine, è in programma l’avvio di un nuovo percorso di certificazione, volto a rafforzare ulteriormente i sistemi di qualità e sicurezza in tutte le fasi produttive, offrendo al contempo maggiori tutele e garanzie per i nostri collaboratori.

Essere un’azienda a conduzione familiare: sfide e opportunità

Il passaggio generazionale è il processo attraverso il quale la guida e la proprietà di un’azienda familiare vengono trasferite da una generazione all’altra, solitamente dai fondatori ai figli o ad altri membri della famiglia. Si tratta di un momento delicato e cruciale, che può determinare la continuità o la crisi dell’impresa.

Secondo Confcommercio – Imprese per l’Italia (Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo), le imprese a conduzione familiare sono molto diffuse sul territorio nazionale, rappresentando circa l’84,4% nel commercio.

Fass, fondata nel 1968, da oltre 50 anni è guidata dalla famiglia Niccolai e, in questo periodo, due generazioni si stanno dedicando contemporaneamente all’azienda. Oggi in Fass lavorano fianco a fianco la seconda e la terza generazione: figli e nipoti uniti da una visione comune. Un risultato tutt’altro che scontato: solo il 30% delle imprese familiari italiane supera il primo passaggio generazionale e appena il 13% arriva alla terza generazione, secondo i dati riportati da TCE Magazine.

Un passaggio generazionale efficace

Il passaggio generazionale non è solo una transizione di ruoli: implica un cambiamento di visione e il trasferimento di responsabilità, proprietà e valori aziendali. È anche un momento in cui è fondamentale formare la nuova generazione sul piano strategico, operativo e umano.

È essenziale un affiancamento progressivo, e programmato, in cui le generazioni lavorano fianco a fianco, condividendo competenze ed esperienze.

Forti radici per crescere insieme

Fass è riuscita ad arrivare alla terza generazione grazie a una volontà condivisa: generare un valore duraturo nel tempo. L’azienda ha sempre mantenuto un forte legame con il territorio e non si è mai allontanata dalla sua sede originaria. Questo radicamento ha favorito una trasmissione coerente della visione aziendale, contribuendo a una crescita solida e continua.

Se affrontato correttamente con metodo e visione, il passaggio generazionale non è solo una sfida, ma un’opportunità per rinnovare l’identità aziendale, valorizzare nuove competenze e rafforzare i legami tra impresa e famiglia. Ogni generazione porta con se qualcosa di nuovo che permette di arricchire l’azienda, rimanendo ugualmente legati alle proprie origini.

Sostenibilità e produzione su larga scala possono coesistere?

Quando si parla di produzione su larga scala, l’immaginario collettivo tende a richiamare l’idea di grandi stabilimenti industriali con un impatto ambientale inevitabilmente significativo. Tuttavia, questa visione non rappresenta l’unica possibile realtà. L’esperienza di FASS dimostra come, attraverso scelte consapevoli e un impegno costante, sia possibile ridurre, o compensare, la propria impronta ambientale, trasformando il processo produttivo in un modello responsabile e sostenibile.

Gestione interna

Per riuscire in questo, prima di tutto, FASS ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, integrando la sostenibilità in ogni fase del processo produttivo. Questo approccio consente di monitorare gli impatti, ottimizzare le risorse e ridurre gli sprechi. L’impegno si traduce in azioni concrete: dal 2022 l’azienda si alimenta anche grazie a un impianto fotovoltaico, che consente l’autoproduzione di energia, riducendo la dipendenza dalle fonti tradizionali. Parallelamente, dal 2017 è stato introdotto un sistema di monitoraggio energetico in tempo reale su tutte le linee produttive, così da individuare inefficienze e orientare gli investimenti. La sostituzione progressiva dei macchinari idraulici con presse elettriche e ibride ha ulteriormente migliorato le performance in termini di consumi ed emissioni.

Ricerca e investimenti

L’attenzione non si limita all’energia: la sostenibilità passa anche dai materiali, dal ciclo dei rifiuti e dalle tecnologie produttive. In questo senso, FASS ha scelto di adottare macchinari di stampaggio full electric, che riducono i consumi energetici e risultano più ecologici rispetto ai tradizionali impianti idraulici ad olio.

La linea Natural Green rappresenta un esempio concreto di economia circolare, perché realizzata con plastiche post-consumo e post-industrial. Inoltre, oltre l’84% dei rifiuti aziendali viene avviato a recupero, dimostrando che un modello produttivo circolare è possibile anche su grandi volumi.

L’impegno è rafforzato da progetti di compensazione, come la collaborazione con Treedom, con cui l’azienda ha piantato 1180 alberi in 6 paesi, capaci di assorbire oltre 107 tonnellate di CO₂ in 10 anni, promuovendo al tempo stesso biodiversità e sostegno alle comunità locali.

L’insieme di queste scelte mostra come la sostenibilità non sia un concetto astratto, ma un valore fondamentale che è alla base di molte scelte aziendali. La risposta, quindi, è sì: la sostenibilità e la produzione su larga scala possono coesistere, purché vi sia una visione chiara, investimenti mirati e un impegno costante. Con l’innovazione tecnologica, l’economia circolare e la responsabilità verso il pianeta, FASS dimostra che è possibile produrre in grandi volumi riducendo al minimo l’impatto ambientale, offrendo un modello che coniuga competitività e rispetto per l’ambiente.