Fass a PLMA 2026

FASS conferma la propria presenza a PLMA 2026, l’appuntamento internazionale dedicato al mondo delle Private Label, che si terrà ad Amsterdam il 19 e 20 maggio.

Saremo presenti presso Hall 13 – Stand 13.F10, dove presenteremo in anteprima la nostra nuova comunicazione aziendale.

Invitiamo tutti i professionisti del settore a venirci a trovare per conoscere più da vicino la nostra realtà e il nostro approccio produttivo.

Vi aspettiamo ad Amsterdam.

Fass ad Ambiente 2026

Anche quest’anno FASS  sarà presente a Ambiente 2026, la fiera leader a livello internazionale del mondo del casalingo e articoli per la casa, che si terrà a Francoforte dal 6 al 10 Febbraio.
Saremo presenti al Padiglione 9.2 , Stand C89, dove presenteremo in la nostra nuova comunicazione aziendale e un rinnovamento del nostro stand.

Ci vediamo a Francoforte!

Fass presenta la linea Pet

Nuova linea Pet: soluzioni dedicate alla pulizia degli ambienti domestici con animali

Negli ultimi anni, la presenza degli animali domestici nelle abitazioni è cresciuta in modo significativo, influenzando abitudini e necessità legate alla gestione degli spazi quotidiani. In questo contesto, FASS sta sviluppando una nuova linea Pet pensata per rispondere in modo mirato a esigenze sempre più diffuse: la rimozione efficace di peli, briciole e piccoli detriti come residui di cibo o lettiere.

Il primo prodotto della linea è il Mop Pet, caratterizzato dalla tecnologia Flock: un’applicazione tridimensionale in 100% poliammide che agisce come un vero e proprio magnete, catturando i residui solidi e contribuendo a una pulizia più rapida e precisa.

A questa innovazione si affianca un design esclusivo a tema, studiato per rendere il prodotto immediatamente riconoscibile ed evitarne l’utilizzo promiscuo con altri strumenti di pulizia. Una scelta progettuale che favorisce una maggiore igiene e contribuisce a prevenire contaminazioni tra diversi ambienti domestici, in linea con una crescente attenzione verso questi aspetti.

Il progetto si inserisce in un mercato in forte espansione: il settore globale del Pet Care ha già superato i 270 miliardi di dollari e continua a registrare tassi di crescita significativi, confermando l’interesse verso soluzioni sempre più specifiche e performanti.

La linea è attualmente in evoluzione, con nuovi prodotti in fase di sviluppo, in linea con un mercato che premia sempre più specializzazione e completezza.

Per maggiori informazioni o per restare aggiornati sul lancio completo, è possibile contattare il team FASS.

Fass a Marca 2026

FASS conferma la propria presenza a Marca 2026, la fiera leader in Italia dedicato al settore delle Private Label, che si terrà a Bologna il 14 e 15 gennaio.
Saremo presenti al Padiglione 30, Stand E3, dove presenteremo in anteprima la nostra nuova comunicazione aziendale.

Invitiamo tutti i clienti e i professionisti del settore a venirci a trovare per scoprire da vicino la nostra realtà.

Vi aspettiamo a Marca 2026!

Certificazione IFS HPC: cosa significa e perché è importante anche nel settore della pulizia domestica

Come già raccontato sui nostri canali social, recentemente abbiamo realizzato nuovi refettori aziendali: un intervento che rientra nel percorso intrapreso da FASS verso l’ottenimento della certificazione IFS HPC, uno degli standard internazionali di riferimento nel settore household e personal care.

L’adeguamento degli spazi aziendali rientra negli step previsti dal percorso di certificazione, che richiede criteri sempre rigorosi in termini di organizzazione e gestione dei processi produttivi. Nei prossimi mesi verranno infatti introdotte ulteriori procedure dedicate alla prevenzione di eventuali  contaminazioni e alla gestione degli ambienti produttivi, come l’utilizzo di dispositivi specifici da parte degli operatori, tra cui le retine per capelli, insieme a controlli e protocolli sempre più strutturati.

Cos’è la certificazione IFS HPC

La certificazione IFS HPC (International Featured Standards – Household and Personal Care Products) è uno standard internazionale che verifica la sicurezza e la qualità dei prodotti destinati alla cura della casa e della persona.

Lo standard definisce i requisiti legati alla gestione della qualità, al controllo dei processi produttivi, alla sicurezza degli ambienti di lavoro, alla tracciabilità dei materiali e alla prevenzione delle contaminazioni, con l’obiettivo di garantire procedure controllate e riconosciute a livello internazionale.

Perché è importante anche nel settore cleaning

Quando si parla di sicurezza e contaminazione, si pensa spesso esclusivamente al settore alimentare. In realtà, anche il comparto della pulizia domestica oggi deve richiedere elevati standard di controllo.

Nei magazzini della grande distribuzione, infatti, prodotti differenti condividono frequentemente gli stessi spazi logistici: alimenti, detergenti e articoli household vengono spesso stoccati nelle stesse aree. Per questo motivo è fondamentale garantire processi produttivi strutturati e controllati, capaci di prevenire possibili contaminazioni fisiche, chimiche o ambientali.

La certificazione IFS HPC attesta proprio la capacità di un’azienda di gestire ogni fase produttiva secondo protocolli definiti e verificabili, rappresentando oggi uno standard sempre più richiesto dalla grande distribuzione e dai mercati internazionali.

Come è cambiato il packaging dei prodotti per la pulizia della casa

Rispetto agli anni 80, il rapporto tra consumatore e packaging si è evoluto radicalmente, trasformando quello che era un semplice involucro protettivo a un vero e proprio strumento di marketing, essenziale per veicolare i messaggi del brand. 

Se si prende in esame il periodo successivo al boom economico degli anni 70, il pubblico premiava confezioni dai colori accesi, materiali innovativi (come la plastica usa e getta) e un’estetica che prometteva uno stile di vita dinamico e moderno. Oggi invece, il consumatore moderno è attento all’ambiente, informato e critico. L’evoluzione del packaging nel settore cleaning è quindi guidata dal bisogno di conciliare praticità d’uso e minore impatto ambientale. Prendiamo ora come esempio un articolo: le scope. 

GLI ANNI 80 

 In passato, il packaging era costituito prevalentemente da involucri plastici caratterizzati da un design minimale, incentrato sul logo storico del brand e su spiegazioni testuali dei componenti. Per attrarre i consumatori dell’epoca, le confezioni risultavano sensibilmente più voluminose e sfoggiavano tonalità cromatiche estremamente vivaci e di forte impatto visivo. L’enfasi era posta quasi esclusivamente sull’estetica e sulla visibilità immediata, ricorrendo frequentemente a slogan, garanzie e testi in grassetto o evidenziati per massimizzare il richiamo verso il marchio e le caratteristiche del prodotto.

NEL 2026

La distinzione fondamentale tra il packaging del passato e quello contemporaneo risiede nella profonda attenzione alla sostenibilità e alle specificità tecniche del prodotto. Oggi, le palette cromatiche virano verso toni neutri e rassicuranti, supportati da una grafica minimalista. Questa evoluzione non è meramente estetica, ma risponde a precise strategie logistiche: l’eliminazione del sovraimballaggio ottimizza infatti lo stoccaggio e il trasporto, riducendo anche l’impronta ecologica della distribuzione.

Oltre a essere meno ingombranti, le soluzioni attuali prediligono il cartone o la carta riciclata, esibendo con orgoglio certificazioni ambientali e di processo che attestano l’etica della filiera produttiva.

Sotto il profilo comunicativo, l’enfasi si è spostata sulla valorizzazione dei dettagli distintivi, spesso accompagnata da immagini del prodotto contestualizzate in ambienti domestici reali, per favorire l’immedesimazione del consumatore e suggerire un’esperienza d’uso immediata.

Infine, l’integrazione di QR code sul retro della confezione funge da ponte verso il digitale, offrendo approfondimenti che spaziano dalle linee guida per il corretto riciclo ai valori fondanti della Corporate Social Responsibility aziendale.

IN CONCLUSIONE

Le necessità e la sensibilità dei consumatori hanno subìto un’evoluzione profonda a causa della globalizzazione e della digitalizzazione dei mercati, costringendo le imprese a rinnovare i propri canali comunicativi. Se in passato la priorità era la visibilità immediata sullo scaffale, il contesto odierno, caratterizzato da una concorrenza vastissima, impone invece la costruzione di un profilo di alta credibilità. Questa transizione ha dato vita a soluzioni di packaging evolute: non più semplici contenitori, ma strumenti narrativi in grado di trasmettere l’identità del brand attraverso la scelta di materiali coerenti e la valorizzazione degli elementi che rendono unico ogni prodotto.

Rientro dalle vacanze: perché le pulizie di casa sono il segreto per il tuo benessere mentale

Un nuovo inizio dopo le vacanze

Il rientro dalle vacanze estive segna spesso un momento di transizione delicato. Sebbene le pulizie domestiche possano sembrare un compito faticoso, rappresentano in realtà un’opportunità preziosa per un vero e proprio nuovo inizio.

Tornare alla quotidianità non deve essere per forza un peso: prendersi cura della propria casa è il primo passo per riappropriarsi dei propri spazi e della propria serenità. Pulire l’ambiente in cui viviamo ogni giorno significa fare spazio a nuove energie.

Riordinare le stanze è un atto che va quindi ben oltre l’igiene: è un modo per mettere in ordine le idee, ridurre lo stress e mantenere il controllo sulla propria vita.

La scienza dietro l’ordine

A conferma di quanto il benessere dipenda dall’ambiente circostante, un autorevole articolo di Forbes del 7 maggio 2026 ha esplorato la profonda correlazione tra salute mentale e ordine domestico, interpellando esperti del settore.

“Lo stato del nostro spazio fisico può essere un riflesso del nostro stato mentale”, afferma Natalie Christine Dattilo, psicologa clinica e della salute di Boston e docente presso la Harvard Medical School. “Quindi, quando ci guardiamo intorno e vediamo il nostro spazio fisico ingombro, affollato e disordinato, potremmo iniziare a sentirci disorganizzati e disordinati anche interiormente.”

Ricerche recenti dimostrano che chi percepisce la propria casa come disordinata tende a riportare minori livelli di benessere e una soddisfazione di vita ridotta, a favore di un aumento dello stress e di emozioni negative. Ambienti caotici sono inoltre collegati a una minore capacità di concentrazione e ad abitudini alimentari scorrette.

Impatto sociale del disordine

Le ripercussioni sociali di questo fenomeno sono altrettanto significative. Secondo l’indagine sopra citata, il 74% degli intervistati prova stress o ansia di fronte al disordine, mentre il 32% evita di invitare ospiti a casa propria per imbarazzo. Inoltre, per il 26% dei partecipanti, il disordine influisce negativamente sulle proprie relazioni interpersonali.

Conclusione

In conclusione, dedicarsi alle pulizie post-vacanze non è solo un dovere, ma una strategia consapevole per iniziare la nuova stagione con chiarezza e positività. Trasformare il caos in ordine è il modo migliore per prendersi cura di sé e del proprio futuro.

Fass e il sostegno alla formazione: il nostro impegno verso scuole e università

Il rapporto tra impresa e formazione si costruisce nel tempo, attraverso collaborazioni e interventi mirati che rispondono a esigenze diverse, a seconda dei contesti.

Per Fass, questo impegno si è tradotto, negli ultimi anni, in una serie di iniziative che coinvolgono scuole e università, con l’obiettivo di contribuire, anche in piccola parte, alla qualità dei percorsi educativi e formativi dei più giovani, del territorio e non.

Si tratta di interventi distinti, accomunati dalla volontà di supportare attività didattiche, esperienze laboratoriali e momenti di contatto con il mondo del lavoro.

Sostegno alla Scuola dell’Infanzia di Albareto

Ad Albareto, comune di 2043 abitanti della provincia di Parma, la scuola dell’infanzia è una realtà essenziale e allo stesso tempo fragile: una trentina di bambini, una sezione unica, attività costruite giorno per giorno grazie al lavoro congiunto di educatori e comunità.

Fass ha scelto di contribuire al sostentamento di questa piccola realtà attraverso la fornitura di articoli per la pulizia, strumenti essenziali per garantire la qualità e la cura degli spazi educativi. Un intervento operativo, che sostiene la quotidianità della scuola.

Istituto Comprensivo “Francesco Ferrucci” di Larciano

A Larciano, la collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Francesco Ferrucci” si sviluppa su un doppio binario: creativo e formativo.

Da una parte, un laboratorio artistico che restituisce agli studenti uno spazio di espressione, approfondendo nel mentre la storia produttiva del loro territorio, di cui vi abbiamo già parlato nel nostro articolo blog “Scuola, territorio e arte: un progetto educativo presso l’Istituto Comprensivo Ferrucci”. Dall’altra, il finanziamento di un corso di lingua inglese, che introduce una dimensione diversa: quella dell’apertura, della possibilità di muoversi tra contesti più ampi.

Due interventi distinti, ma complementari. Entrambi legati all’idea che la scuola non sia solo trasmissione di contenuti, ma costruzione di strumenti.

Università di Firenze e progetto “Giotto”

Il passaggio al mondo universitario cambia il target, ma non la direzione.

Con la partecipazione al progetto “Giotto – Giovani Talenti Toscani” dell’Università di Firenze, Fass entra in un contesto in cui il tema centrale è il rapporto tra formazione e lavoro. Il progetto mette in relazione studenti e imprese, creando occasioni di confronto diretto.

Istituto “Fermi” e Concorso STEM

Dal 5 al 9 maggio si è svolta la mostra-concorso “Sì… Geniale!”, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione delle idee e dei progetti sviluppati dagli studenti degli istituti del territorio.

Tra i partecipanti, una classe terza dell’indirizzo informatico dell’Istituto Fedi Fermi di Pistoia ha presentato un prototipo di cassetta di sicurezza elettronica.

Abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa contribuendo all’acquisto di alcuni dei materiali necessari alla realizzazione del prototipo e supportando la creazione delle magliette per la classe, pensate per rafforzare il senso di identità e coesione del gruppo durante la presentazione del progetto.

Alternanza scuola-lavoro e percorsi formativi

Infine vi è una dimensione costante, ormai, nell’attualità di Fass: quella dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Attraverso collaborazioni con diversi istituti, gli studenti hanno la possibilità di entrare in azienda, osservare, partecipare, comprendere. È un passaggio che segna spesso il primo contatto con il mondo produttivo, lontano dalle simulazioni e vicino alla realtà dei processi.

Un impegno continuo verso la formazione

Nel loro insieme, queste iniziative delineano un approccio basato sulla continuità e sull’adattamento ai diversi contesti formativi.

Dalla scuola per i più piccoli all’università, Fass contribuisce attraverso interventi mirati, con l’obiettivo di supportare concretamente le attività educative e favorire il dialogo tra mondo della formazione e realtà produttiva.

Cos’è una Private Label e come nasce

Nel settore della distribuzione moderna, il termine Private Label (PL), o marca del distributore, indica un prodotto commercializzato con il marchio di una catena di supermercati, negozi o di un brand proprietario, ma realizzato da un’azienda produttrice specializzata.

Per realtà come Fass, che operano come partner industriali per insegne della GDO e brand internazionali nel settore della pulizia della casa, la Private Label rappresenta una modalità consolidata di collaborazione. In questo modello, il valore risiede nella capacità di tradurre esigenze di mercato in soluzioni produttive affidabili e scalabili.

Negli ultimi anni la Private Label è diventata una componente strategica dell’offerta di molte catene della grande distribuzione e dei retailer specializzati. Non si tratta più soltanto di un’alternativa economica ai brand industriali, ma di uno strumento di posizionamento e fidelizzazione per i marchi.

Un mercato in forte crescita

In Italia la diffusione delle Private Label è cresciuta in modo costante negli ultimi anni.

Secondo analisi di settore, e come ci viene riportato da Valerio de Molli, managing partner & Ceo di The european house – Ambrosetti e Teha group, il valore complessivo dei prodotti a marchio del distributore ha superato i 31 miliardi di euro nel 2025, con una quota di mercato di circa il 30% del largo consumo.

Solo pochi anni fa il mercato era molto più piccolo: nel 2024 le private label valevano circa 26 miliardi di euro, con una quota vicina al 32% nella grande distribuzione.

Se considerassimo tutte queste vendite come appartenenti a un’unica azienda, questa sarebbe tra le più grandi realtà industriali del Paese per fatturato.

Nonostante questa crescita, l’Italia ha ancora margine rispetto ad altri Paesi europei, dove le private label possono superare anche il 40-50% della quota di mercato (Cristina Colli, Panorama, le private label volano a 26 miliardi di euro, +35% in quattro anni, 14 Gennaio 2025).

Questo rende il settore uno dei più dinamici all’interno della grande distribuzione.

Il ruolo del produttore

Dietro ogni prodotto a marchio del distributore c’è un’azienda manifatturiera che mette a disposizione competenze tecniche e capacità produttiva.

Il produttore non si limita alla realizzazione del prodotto: in Fass, questo significa intervenire lungo più fasi del processo, grazie a una gestione interna delle lavorazioni e a una forte integrazione produttiva. Questo approccio consente maggiore controllo su qualità, tempi e coerenza del prodotto finito.

In molti casi il rapporto tra distributore e produttore diventa una collaborazione strategica, in cui le competenze industriali si integrano con la conoscenza del mercato e dei consumatori.

Come nasce una Private Label

Il percorso che porta alla nascita di un prodotto Private Label si sviluppa generalmente attraverso diverse fasi.

  1. Analisi del mercato
    Il retailer o il brand definisce le esigenze del proprio assortimento: fascia di prezzo, caratteristiche del prodotto, target di riferimento e posizionamento rispetto ai competitor.
  2. Sviluppo del prodotto
    Il produttore lavora sulla progettazione o sull’adattamento di un prodotto esistente, individuando materiali, componenti e processi produttivi più adatti a raggiungere gli obiettivi richiesti.
  3. Prototipazione e test
    Vengono realizzati prototipi e campioni per verificare prestazioni, funzionalità e conformità agli standard tecnici e normativi.
  4. Industrializzazione
    Una volta definito il prodotto finale, si passa alla produzione su larga scala, ottimizzando processi, tempi e controllo qualità.
  5. Branding e packaging
    Il prodotto viene infine presentato con il marchio del distributore o del brand proprietario, integrandosi nell’identità visiva e nella strategia commerciale dell’insegna.

Un modello sempre più diffuso

Oggi la Private Label rappresenta un modello consolidato in molti settori, dall’alimentare alla cura della casa, fino al personal care.

Percorsi industriali come quello di Fass evidenziano come la collaborazione tra distributori e produttori possa evolvere nel tempo in un rapporto strutturato, capace di sostenere lo sviluppo di gamme prodotto affidabili e coerenti con le strategie delle insegne.

 

Come cambiano le esigenze dei consumatori contemporanei nel mondo della pulizia

Negli ultimi anni il concetto stesso di pulizia domestica è cambiato. Non si tratta più soltanto di “togliere lo sporco”, ma di farlo in modo consapevole e coerente con valori sempre più condivisi come la sostenibilità e la qualità dei materiali. Questo cambiamento riguarda non solo i detergenti, ma anche gli articoli per la pulizia, come scope, mop e accessori, che restano centrali nella quotidianità delle famiglie.

Oggi il consumatore non acquista più per semplice abitudine.

Un consumatore più consapevole, anche nelle scelte quotidiane

La crescente attenzione verso ciò che entra in casa è confermata da diversi studi. Secondo il Consumer Research Report 2025 di A.I.S.E. (International Association for Soaps, Detergents and Maintenance Products), basato su oltre 4.600 interviste in 23 Paesi europei, i consumatori associano sempre di più i prodotti per la pulizia a concetti come sicurezza, corretto utilizzo e sostenibilità, e dichiarano di voler ricevere informazioni chiare e comprensibili su ciò che acquistano.

Questa esigenza di trasparenza non si limita ai prodotti chimici, come sgrassatori e detergenti. Anche strumenti come una scopa o un mop vengono valutati in base a facilità d’uso, materiali, durata e impatto ambientale.

In Italia, questa tendenza è particolarmente evidente: come riportato da un’indagine sulle abitudini di igiene domestica pubblicata da Germo, il 66% degli italiani dichiara di leggere sempre le informazioni prima dell’acquisto di prodotti per la pulizia, mentre il 74% considera fondamentali istruzioni chiare e comprensibili. Un dato che riflette un atteggiamento più attento e responsabile, che coinvolge l’intera esperienza di pulizia, non solo il prodotto finale.

Nonostante l’evoluzione tecnologica e la diffusione di dispositivi elettrici, scope e mop continuano a essere strumenti indispensabili nelle case e i numeri lo confermano.

Secondo il Household Cleaning Tools Market Report 2025 di Global Growth Insights, il mercato globale di scope e mop ha raggiunto un valore stimato di 27,33 miliardi di dollari, con una crescita prevista del 7,1% annuo. Si tratta di una quota significativa del mercato della pulizia domestica, che dimostra come questi strumenti non siano affatto superati, ma semplicemente chiamati a evolversi.

Ciò che cambia non è la funzione, ma lo standard richiesto. Lo stesso report evidenzia come una parte crescente delle scelte di acquisto sia influenzata da elementi quali ergonomia, materiali e comfort d’uso, aspetti che fino a pochi anni fa erano considerati secondari.

Ergonomia e comfort: meno fatica, più efficienza

La pulizia è un’attività ripetitiva, spesso fisicamente impegnativa. Non sorprende quindi che i consumatori cerchino strumenti che rendano questo gesto più semplice.

Sempre secondo Global Growth Insights, circa il 41% delle decisioni di acquisto nel segmento degli strumenti manuali è influenzato da caratteristiche ergonomiche, come manici più comodi, sistemi di torsione più efficienti o strutture progettate per ridurre lo sforzo. Allo stesso modo, l’utilizzo di materiali come la microfibra nei mop rappresenta ormai circa il 38% del mercato, grazie alla loro capacità di migliorare l’efficacia della pulizia e ridurre il tempo necessario.

Sostenibilità

La sostenibilità è diventata un parametro di valutazione concreto: nel settore degli articoli per la pulizia, questo si traduce in attenzione ai materiali e alla durabilità.

Secondo il Manual Cleaning Products Market Report 2024 di Global Growth Insights, circa il 49% dei consumatori europei dichiara di preferire strumenti realizzati con materiali sostenibili o riciclabili. A livello globale, la percentuale di consumatori che esprime una preferenza per prodotti considerati eco-friendly supera il 70%, come evidenziato dal Worldwide Mops and Brooms Market Report 2024 di PMarketResearch.

Un gesto quotidiano che richiede nuovi standard

Un altro dato interessante arriva dal Dyson Global Wet Cleaning Study 2025, secondo cui il 66% degli italiani utilizza ancora strumenti manuali tradizionali per la pulizia dei pavimenti, dedicando in media oltre due ore a settimana alla cura della casa. Questo conferma quanto scope e mop siano ancora centrali, ma anche quanto sia importante migliorarne efficienza, impatto ambientale, comfort e durata, visto il loro utilizzo frequente.